mercoledì 20 giugno 2012

Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi
Recanati 1798 - Napoli 1837


...oggi 14 Giugno, di ieri 1837, si spegneva a Napoli l'uomo degli uomini: Giacomo Leopardi. Ritenuto il maggior poeta dell'ottocento. Ma per alcuni, e per me soprattutto, il maggiore di sempre. Oggi io lo voglio ricordare con un canto di parole rivolte alla sua tormentata giovinezza. La stessa, che poi ricorderà in una lettera tristissima, inviata all'amico Giordani con queste parole: "...io mi sono rovinato con sette anni di studio matto e disperatissimo in quel tempo che mi s'andava formando e mi si doveva la complessione. E mi sono rovinato infelicemente e senza rimedio per tutta la vita, e rendutomi l'aspetto miserabile, e dispregevolissima tutta quella gran parte dell'uomo, che è la sola a cui guardino i più..."

...aveva soltanto vent'anni e già le sue lacrime erano come infinite gocce di pioggia...



a questo notturno scritto dal poeta del pianoforte 
aggiungo il mio Canto
 quale dedica al giovane poeta G.Leopardi




Canto
delicato fanciullo
di viso bianco velluto
e di chiaro cilestre gli occhi
disgiunte le ossa
e logore le carni
che corpo s’inchina
al primo Zefiro soffiando
tuo l’acerbo frutto
disceso dall’albero di Fato
e ancor prima maturato
che il padre delle muse
fecondasse l’informato fiore

delicato fanciullo
sopra gl’innalzati sensi
timido e compiuto di pudore
non una gioia
né un caro amore
come di donna
non una carezza
a quell’immenso cuore
soltanto volti di lusinghe
e disattesi baci
di un disperatissimo
 e ingrato sapere

delicato fanciullo
di quali vaghezze
hai corso il tempo
in trattenuta voluttà
quando di tanto e tutto
racchiuso ha  il bello
 nell’attimo che muore
che infinito e vano
in antica scorza
ora silente giace
sepolto di radici
dell’età tua più bella

Song

delicate child
face of white velvet
and clear blue eyes
disjointed bones
and worn meat
that body he bows
the first Zephyr blowing
your the bitter fruit
descended from the tree of Fate
and before accrued
the father of the Muses
fertilize the flower informed

delicate child
raised above the senses
shy and accomplished ​​of shame
not a joy
or a dear love
as of a woman
not a caress
in that huge heart
only the faces of flattery
and dismissed kisses
of an desperate
and ungrateful to know

delicate child
of such vagueness
you during the time
withheld in pleasure
when every now and everything
has enclosed the beautiful
in the moment that dies
and that infinite futile
in ancient rind
now lies silent
buried in roots
age your more beautiful

©Sergio Dellestelle

7 commenti:

  1. Bellissima lirica, complimenti!

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    1. ...grazie Gianna...sei sempre gentile...

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  2. Grazie caro Sergio per averci ricordato il grande Leopardi.
    Mi unisco con piacere al complimento che ha lasciato
    Gianna. un saluto

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    1. ..ciao dolce Gabry, non potevo ricordarlo, e sono felice che tu lo ami quanto me..

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  3. ...grazie a tutti coloro che amano le più belle liriche mai scritte...

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  4. Ancora una volta il tuo immortale mentore ha guidato la tua mente e le tue dita in questo delicato e toccante canto alla memoria ...Lui ne sarebbe molto compiaciuto e grato.
    Non se ne fa ragione la tua generosa sensibilità della grande pena che egli dovette subire per l'ingrata sua figura causa d'emarginazione ... ma una domanda mi sorge spontanea - se lui fosse stato bello e aitante, avrebbe comunque scritto o avrebbe avuto tutto quel tempo a disposizione per scrivere i suoi poemi diventati immortali? La sua grande sensibilità e poesia avrebbero perso di forza se invece di scrivere della "...Donzelletta ..." le sarebbe viceversa corso dietro? -
    Al grande Sergio sempre i miei complimenti!
    Serena

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  5. ...ciao cara Serena, il tuo fine intuito non ti ha tradito: infatti da una parte sono immensamente dispiaciuto per l'infausta scelta che cieco Fato aveva già decretato per Lui, dall'altra è anche vero che tutto la sofferenza morale e fisica subita fin da fanciullo, sono state sublimate in un lutto spirituale che gli ha permesso di lasciare all'umanità canti immortali...se io avessi dovuto scegliere fra donzellette è "L'Infinito", non avrei esitato per quella lirica eccelsa, unica e irripetibile...anche quando il mondo finirà un giorno, l'eco delle liriche di G.L risuonerà oltre l'infinito...un abbraccio quando il morir m'è dolce in questo mare.....

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